• Pietro INGENITO

il "tummolo"

Sarà difficile e forse impossibile capire quanto fosse la capacità produttiva di un mulino della Valle, perché non conosciamo alcuni dati relativi alla velocità delle macine e non sappiamo se lavoravano o meno senza interruzione, si può quindi fare delle ipotesi più o meno verosimili che andranno confermate quando sarà possibile consultare documenti in merito.



Quello che sappiamo di certo è che per un lungo periodo, fino a metà del 19' secolo non veniva utilizzato il peso in kg ma il "tummolo" che era l'unità di misura del volume (usata in agricoltura) con la quale veniva calcolato la quantità dei cereali in genere. E non aveva ovunque sempre lo stesso valore, in quanto cambiava a secondo dell’area geografica in cui veniva utilizzato.

Purtroppo non c'è molta documentazione in merito, quindi è possibile fare solo ipotesi verosimili, di conversione tra un "tummolo" e l’equivalente peso in kg.  

Intanto bisogna fare una considerazione che può aiutare nel calcolo che sarà sempre e comunque approssimativo: Nel dialetto napoletano (anche se sempre più raramente) viene ancora usata l’espressione TUMMOLO per indicare una buona quantità di materiale, questo avvalora in qualche modo l’ipotesi sotto indicata.  

Il "tummolo" sembra un'unità di misura del terreno ma in realtà è un'unità di misura di volumi di grano o altri prodotti agricoli ottenuti dal terreno.

Incrociando i dati un "tummolo" era un volume di circa 50 litri, ed era la quantità di cereali necessaria per seminare 3.000 mm² (0,3 ettari) di terreno. Considerato che il peso specifico medio degli sfarinati è 0,81 kg/l comporta che 50 litri di macinato corrispondono a 40 kg. 

Se fosse confermata questa regola, sarebbe un ulteriore riconoscimento alla particolare attenzione dei nostri predecessori che misuravano quanto veniva seminato per poi poterlo confrontare con il ricavato del loro lavoro alla fine del raccolto. 

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