• Pietro INGENITO

distanza tra i Mulini

Per comprendere bene il complesso sistema idraulico dei Mulini, bisogna partire da una domanda: "" perché la distanza tra di loro NON è uniforme “”. Tenendo ben presente questo particolare, si arriva a capire che i mulini lavoravano tutti in sequenza a quote diverse, utilizzando la stessa acqua e che per ottenere questo risultato era FONDAMENTALE avere una PENDENZA MINIMA che permettesse una buona portata d'acqua ma a bassa velocità, perché una pendenza maggiore avrebbe fatto aumentare la velocità dell'acqua facendola tracimare dal canale. Poiché la pendenza del territorio nei vari tratti è diversa, si dovette adattare l’intero sistema dei mulini a questa esigenza.



Il principio di funzionamento in serie dei mulini, era valido perché l'acqua in uscita alla base di un Mulino, come nuova posizione, poteva sfruttare la pendenza del canale per raggiungere l'ingresso a monte del successivo Mulino e così di seguito, per tutti gli altri posti più a valle ma sempre costruiti ad una quota minore rispetto al precedente.



Fu quindi la pendenza naturale del territorio l'elemento cardine su cui poggiava l'intero sistema idrico della Valle dei Mulini. La forza di gravità faceva scorrere l'acqua da un mulino all'altro dopo che aveva dato moto alla macina.

Un modo ingegnoso di usare una piccola quantità di energia moltiplicata più volte nel minor spazio possibile. La scelta del punto esatto dove costruire il Mulino era dettata dalla necessità di avere un serbatoio di 7 metri di altezza alla cui sommità doveva arrivare un canale dal Mulino precedente con una pendenza di circa l'1%.


Tra il Presepe di Gragnano (dove si trova l'ultimo mulino della Valle come la conosciamo adesso a 120 slm) e la sorgente Forma (dove si trova il primo mulino a 250 slm) c'è una distanza di 2,1 km e un dislivello di 130 metri, su questo tratto furono costruiti 13 mulini.


Ottimizzazione degli spazi, un concetto importante nella realizzazione dei moderni sistemi industriali.

Studiando la Valle si vede che tanto moderni non sono perché era una soluzione già adottata secoli fa.


La Valle dovrebbe essere un laboratorio a cielo aperto dove studiare la tecnica usata nel passato che potrebbe tornare utile anche ai giorni nostri.

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