• Pietro INGENITO

.. e mi mancano i mezzi per descrivere tutto questo ....

Aggiornato il: mag 12

Wolfgang Goethe che definì Napoli e il suo golfo "un Paradiso..." (anche se abitato da diavoli) è stato senza dubbio il più grande scrittore tedesco di tutti i tempi, nel suo capolavoro "" Viaggio in Italia "" alla fine del 18° secolo, ne era talmente affascinato che si rammaricava di non poter rappresentare la bellezza dei luoghi che visitava ma solo scriverne ....   


​Ma quei mezzi li avevano altri artisti che hanno lasciato quadri capolavoro di cui si trova traccia un po ovunque e soprattutto nei musei dove sono conservati, i dipinti di Giacinto Gigante e degli altri artisti della Scuola di Posillipo, che rimandano a noi le immagini della Valle dei Mulini di Gragnano di quel tempo.


Durante tutto il 18° secolo il Vesuvio eruttò decine di volte e questo portò a Napoli, persone facoltose da tutta Europa che non volevano perdersi lo spettacolo del golfo di Napoli illuminato dalle eruzioni.

E grazie a questi Artisti che hanno dedicato alla Valle dei Mulini la loro Arte, lasciandoci quadri, che oltre ad essere dei capolavori, ci consentono anche di vedere oggi i luoghi da loro "fotografati" 


(una piccola rassegna sulla pagina Arte di questo sito web)

https://www.valledeimulinigragnano.it/artisti


Gragnano è sempre stata metà dei viaggiatori del Grand Tour, antesignani dei moderni turisti. Persone benestanti che consideravano la loro educazione culturale non completa se non avessero visto le opere d'arte classiche e rinascimentali che abbondavano nella penisola italiana.


Anche se tra il settecento e l’ottocento l'Italia era instabile politicamente divisa da tanti stati autonomi, di dominazione straniera e anche pericolosa per la presenza di un diffuso brigantaggio.


Gragnano era favorita dalla posizione geografica a pochi chilometri dalle mete preferite di Napoli, Paestum, Castellammare, Pompei, Sorrento e sulla strada di collegamento allora una semplice mulattiere tra le due costiere della penisola Sorrentina. Di Gragnano si ammirava soprattutto la natura e i suoi paesaggi l'abbondanza di antichi prodotti agricoli strettamente legati alla fertilità del suolo cosparsa di elementi piroclastici del Vesuvio che donavano sapori indimenticabili.


Questi viaggiatori erano spesso artisti che si accompagnavano a disegnatori e pittori che permetteva loro di portarsi a casa gli scorci panoramici più significativi da mostrare poi ai loro concittadini destando ammirazione e alimentando lo spirito di emulazione.


Sui sentieri delle nostre montagne in primis nella valle di Gragnano, cosi era chiamata fino a pochi decenni fa quella che oggi è la Valle dei Mulini, non era difficile incontrare questi turisti che girovagavano alla ricerca di angoli più suggestivi.

(tratto dalle pubblicazioni di Giuseppe Di Massa)







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