• Pietro INGENITO

un'opera eccezionale l'acquedotto


Quello che ad un turista distratto può sembrare come un elemento accessorio in servizio ai Mulini è invece il principale capolavoro dell'intera Valle.


L'acquedotto fu costruito quasi completamente sulle pareti della Valle, tranne che per alcuni brevi tratti su archi in muratura, quando fu necessario passare da una sponda all'altra del Vernotico e anche nel tratto finale e iniziale che lo raccordava alla sommità ma anche alla base dei mulini.


L'acquedotto era completamente percorribile a piedi e immediatamente raggiungibile tramite scale che erano parte integrante dei mulini stessi, in quanto era fondamentale tenerlo sempre pulito da eventuali detriti e rami che cadendo dalle parete della Valle potessero ostacolare il passaggio dell’acqua compromettendo il funzionamento del prossimo mulino ma anche quelli posti più a Valle.


Per questo motivo il canale era a pelo libero e anche se in alcuni tratti si dovette adattarne la struttura al percorso, restava inalterata la sua capacità di portata.


Nella realizzazione dell’acquedotto gli ingegneri del tempo si trovarono ad affrontare un problema non secondario e cioè la pendenza irregolare del torrente Vernotico. Come abbiamo già visto la posizione dei Mulini era determinata dall'altezza della Torre e dalla pendenza del canale in arrivo alla sua sommità. Erano queste due condizioni inderogabili alla base del funzionamento dell’intero sistema idraulico della Valle, questo però comportava che in alcuni casi il Mulino poteva trovarsi ad appena qualche metro dal livello del torrente.


E’ facile immaginare che per ridurre il rischio di eventuali allagamenti, furono costruiti argini in modo da contenere la furia dell'acqua nei casi di piena del torrente Vernotico.

La pendenza dell’acquedotto era di fondamentale importanza nel sistema di funzionamento dei Mulini in quanto si dovette fare in modo che dovesse far scorrere una grande portata d’acqua a bassa velocità, perché se la pendenza non fosse stata lieve, l’acqua avrebbe acquistato velocità con la conseguente fuoriuscita dal canale.


Quando si paragona l’acquedotto della Valle dei Mulini di Gragnano con gli acquedotti romani, si dimentica di dire che da noi la complessità dell’opera ha un valore maggiore in quanto si trattò di fare in modo che la pendenza del territorio non fosse un ostacolo ma un elemento importante nel funzionamento del sistema e che mentre per gli acquedotti romani si trattava di lunghissimi tratti costruiti in modo ripetitivo, da noi l’acquedotto era intervallato dai Mulini che ne erano parte integrante.

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