• Pietro INGENITO

pezzi della nostra storia,







Prima di parlare dei Mulini della Valle è necessario riportarsi al tempo in cui questo territorio era il confine Nord della Repubblica Marinara di Amalfi. Nel 839dc Amalfi si staccò dal Ducato di Napoli costituendosi in stato autonomo fino al 1135, quando fu saccheggiata dai Pisani loro acerrimi nemici.


Circa tre secoli di Storia in cui un piccolo territorio riuscì a competere con le altre Repubbliche Marinare Italiane (Genova, Pisa e Venezia) molto più grandi e potenti. I confini di Amalfi si estendevano a Cetara, a Positano, compresa l’isola di Capri e l’arcipelago de Li Galli e verso l’interno oltre i Monti Lattari, fino a Gragnano, in provincia di Napoli.


Era piccolo e montuoso il territorio della Repubblica Marinara di Amalfi e per questo bisognava utilizzare bene le poche risorse naturali che avevano a disposizione.

La Valle dei Mulini dal lato nord (Gragnano) poteva contare su una maggiore capacità produttiva dovuta al fatto che le sorgenti, per un intuitivo fenomeno fisico, trovandosi più in basso di quelle del versante Amalfitano, (lato Sud) erogavano acqua in quantità maggiore e per un periodo più lungo.

La lavorazione del legno, del ferro, la produzione di carta, tessuti e farina, richiedeva l'esigenza di avere energia in grande quantità. Fecero di necessità virtù, gli ingegneri del tempo, costruendo sul percorso dei torrenti delle macchine azionate dalla forza dell'acqua che servirono allo scopo. La valle delle Ferriere e quella dei Mulini furono dei distretti industriali dove si produceva quello che serviva alla Repubblica, ma anche quello che portavano nei paesi del Mediterraneo con le loro navi.

E’ molto probabile che la scelta di localizzare sul versante Sud la lavorazione dei metalli e la produzione della carta mentre sul versante nord la molitura dei cereali fu la logica conseguenza dell'attività delle sorgenti che attivavano le macchine. Poiché la sorgente di Scala che da origine alla valle delle ferriere di Amalfi si trova a circa 600 mt sul livello del mare, mentre la sorgente che da origine alla valle dei mulini di Gragnano si trova a 250 mt sul livello del mare, per un intuitivo fenomeno fisico si comprende come le sorgenti più in basso hanno una costanza di erogazione per periodi più lunghi rispetto a quelle posizionate più in alto. Poiché la farina è un prodotto da utilizzare continuamente mentre altre lavorazioni potevano avere anche periodi di fermo, la scelta di fare i mulini da questo versante

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