Le ruote idrauliche dei Mulini.

Aggiornato il: 20 dic 2020

L'uomo ha sempre scelto di vivere nei pressi dei fiumi sia per la disponibilità di acqua, ma anche per garantirsi un certa sicurezza. Le palafitte sono il migliore esempio di come sia entrato in simbiosi con l'acqua da sempre.


Fu il contatto costante i corsi d'acqua che li portò a sperimentare i primi sistemi per poter trasformarla in energia. L’uso delle ruote idrauliche risale a tempi molto antichi ed è il più antico sistema per trasformare l’energia cinetica dell’acqua in energia meccanica.

Pare che le prime ruote idrauliche furono inventate probabilmente già nel neolitico e fu certamente il primo macchinario ad utilizzare una forza fisica naturale per generare lavoro.

Quasi certamente la prima ruota idraulica fu quella azionata "da sotto" in quanto molto semplice da realizzare e da mettere in funzione .

In seguito ci si chiese come fare per l’efficienza; e furono apportate modifiche al “caso base” sia dal punto di vista puramente geometrico (per esempio variando le dimensioni della pala o il diametro della ruota), sia dal punto di vista idraulico (per esempio variando la portata fluente o l’angolo di ingresso del flusso sulla superficie della pala).


La ruota idraulica fu perfezionata sempre di più per aumentarne il rendimento e nei secoli successivi fino all'avvento dei primi motori (vapore ed elettrici) fu per migliaia di anni il mezzo che permise all'umanità di liberarsi dalla fatica ed avanzare nel progresso.


Quelle indicate sopra sono ruote verticali, ma non furono l'unico modo per trasformare la forza cinetica dell'acqua in moto


Le ruote idrauliche come del resto gli stessi mulini furono oggetti di continui perfezionamento che ne aumentarono l'efficienza, la forma delle pale in particolare per ricevere una maggiore quantità di acqua e di conseguenza fornire una spinta maggiore. Dalla semplice tavoletta inclinata al quella a cucchiaio l'esigenza era sempre quella di migliorare le prestazioni.


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